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Strategie di comprensione ed aiuto dell’alunno discalculico 4 gennaio 2010

Posted by Alessandra in Difficoltà nell'apprendimento del calcolo.
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L’APPRENDIMENTO MATEMATICO
Intelligenza numerica significa intelligere attraverso la quantità.
L’intelligenza numerica è innata e avviene attraverso il potenziamento dei processi dominio
specifici.
L’apprendimento matematico avviene attraverso la costruzione della conoscenza numerica che
implica lo sviluppo del counting e di processi cognitivi specifici:
1. MECCANISMI LESSICALI (Regolano il nome del numero) Es. 1 – 11
2. MECCANISMI SEMANTICI (Regolano la comprensione della quantità) 3 = ***
3. MECCANISMI SINTATTICI (Regolano il valore posizionale delle cifre) es. 13-31

Tali processi comprendono diverse abilità: comprensione di simboli, ordinamenti e confronti
numerici, riconoscimento del valore posizionale dei numeri, numerazioni, combinazioni e fatti
numerici, incolonnamenti, procedure del calcolo scritto, strategie di calcolo mentale.
Le difficoltà a scuola possono comprendere errori di applicazione, mantenimento e recupero di
procedure, recupero di fatti numerici, difficoltà visuo-spaziali.
E’ l’analisi qualitativa dell’errore che permette al docente di riconoscere le componenti di
elaborazione numerica coinvolte nel disturbo e di intervenire adeguatamente.
N.B.: CALCOLO SCRITTO ≠ CALCOLO MENTALE
N.B. FATTI NUMERICI = Quando vi è il RECUPERO IMMEDIATO (automatizzato) dalla
memoria di un RISULTATO senza calcolare; Sono PUNTI DI RIFERIMENTO NEL
CALCOLO.


La Discalculia evolutiva è, secondo la definizione di Temple (1992), “un disturbo delle abilità
numeriche ed aritmetiche che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno
subito danni neurologici. Essa può presentarsi associata a dislessia, ma è possibile che ne sia
dissociata”.
I disturbi del calcolo e le difficoltà di calcolo non sono la stessa cosa: i primi implicano un
deficit con base neurologica, sono spesso in comorbidità con la dislessia o altri disturbi
specifici di apprendimento, sono specifici e compaiono in età evolutiva; i bambini con
difficoltà di calcolo appaiono con un profilo simile al disturbo ma in loro l’intervento

riabilitativo sviluppa cambiamenti positivi, sono i cosiddetti bambini “falsi positivi”.

Fin dalla Scuola dell’Infanzia, è possibile rilevare degli elementi di predizione ai
disturbi d’apprendimento:

Difficoltà di linguaggio:
- Confusione di suoni
- Frasi incomplete
- Sintassi inadeguata

Inadeguata padronanza fonologica:
- Sostituzione di lettere s/z – r/l – p/b
- Omissione di lettere e parti di parola
- Parole usate in modo inadeguato al contesto
- Parole sostitutive
- Scarsa abilità nell’utilizzo delle parole
- Mancata memorizzazione di nomi di oggetti conosciuti e usati
- Inadeguatezza nei giochi linguistici (rime, riconoscimento di suoni…)

Difficoltà nella copia da modello e disordine nello spazio del foglio
Difficoltà di memoria
Difficoltà di attenzione
Manualità fine difficoltosa
Goffaggine nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, riordinare
Difficoltà a ripetere sequenze ritmiche

COME SI MANIFESTANO I DISTURBI DI APPRENDIMENTO NELLA SCUOLA PRIMARIA:

Le difficoltà a scuola possono manifestarsi, per esempio, quando il bambino fatica a:
-comprendere o nominare i termini, le operazioni, o i concetti matematici

-copiare correttamente numeri o figure, ricordarsi di aggiungere il riporto e rispettare i segni
operazionali

-seguire sequenze di passaggi matematici, contare oggetti, e imparare le tabelline

-recuperare procedure facilitanti, regole, risultati parziali (sovraccarico di memoria)

-incolonnare, seguire la direzione procedurale

-applicare procedure
ERRORI E DIFFICOLTÀ:

-Errori di inversione nella lettura e scrittura di numeri
-Errori nel numerare REGRESSIVAMENTE in particolare al cambio della decina
-Errori nel memorizzare e utilizzare: gli algoritmi del calcolo, le tabelline e i fatti numerici, i
termini specifici delle figure geometriche, le formule
-Errori nel discriminare i segni grafici > < + -
-Errori nell’effettuare calcoli orali

Il quadro di difficoltà comprende, inoltre:

faticabilità, distraibilità, tempi attentivi brevi, lessico scarso, impaccio fine motorio, difficoltosa
organizzazione spazio-temporale, lentezza esecutiva ed elaborativa delle informazioni.

Col tempo i disturbi si modificano senza scomparire, diminuiscono gli errori, ma nonostante il miglioramento l’alunno mantiene una differente velocità e accuratezza nel calcolo rispetto alla media della classe.
Se non sostenuto con adeguate misure il bambino può mostrare disturbi psicologici, può
perdere la fiducia in se stesso o avere alterazioni del comportamento.

Queste sono conseguenze dei D.S.A. (Disturbi Specifici di Apprendimento) e non cause.

Esempio di produzione scritta numerica di un discalculico

COME AIUTARE IL BAMBINO DISCALCULICO A SCUOLA?

Innanzitutto è necessario ricordarsi che il bambino apprende ma in modo diverso e porre
attenzione al clima di classe, all’ambiente classe, all’organizzazione scolastica, alla didattica.
Il clima di classe e l’atteggiamento dell’insegnante:
Si può considerare un elemento fondamentale, ancor prima delle strategie didattiche e
dell’organizzazione, creare un ambiente accogliente, con insegnanti che accettano e sanno far
accettare spontaneamente, con normalità, le differenze individuali, che sanno far sorridere degli
errori, che sanno aspettare e avere pazienza, che rinforzano e cercano strategie per far
migliorare gli alunni in difficoltà.
È importante lavorare sulle diversità e fare attenzione che i compagni comprendano la
natura della dislessia per evitare al bambino umiliazioni e derisioni; incoraggiare inoltre spesso
il bambino mettendo in risalto le sue capacità e talenti.
L’ambiente dovrebbe essere:
• Accogliente e ben strutturato
• Con punti di riferimento precisi nello spazio
• Evitare forme di inquinamento visivo

SCUOLA DELL’INFANZIA
-Pareti parlanti con scritte in stampato maiuscolo (per l’appello, i nomi dei bimbi, il
menù, gli incarichi…)
-Simboli chiari e scritte sui contenitori, armadi…

SCUOLA PRIMARIA (prime e seconde classi)
-Una parete per la scrittura: con riferimenti chiari, visivi per ogni numero e per le
successive difficoltà ortografiche

-Una parete per i numeri:con tutti i numeri ben visibili, linea dei numeri…
-Pareti attrezzate (spazi con riferimenti visivi per la lingua, matematica, storia…ed
extralinguistici come schemi, foto…)

Qualsiasi sia l’età dei bambini/ragazzi, munire l’aula di un orologio grande e leggibile e

di calendario.
L’organizzazione:
• Informarsi e formarsi sulle difficoltà specifiche
• Coinvolgere tutti gli insegnanti di classe per decidere insieme come comportarsi per
verifiche, interrogazioni, compiti per casa, valutazione
• Passaggio comunicativo di informazioni ai nuovi insegnanti

La didattica:
L’adattamento della didattica è fondamentale per chi lavora con alunni con disturbo
specifico di apprendimento. L’obiettivo non può essere quello di eliminare gli esiti del deficit
ma quello di cercare di arrivare alla migliore prestazione possibile.
Gli adattamenti riguardano le strategie didattiche (MISURE DISPENSATIVE), gli
strumenti compensativi e il processo valutativo.
ESEMPI DI STRUMENTI COMPENSATIVI:
• uso di tabelle e mappe
• uso della Tavola pitagorica
• uso della calcolatrice
• uso del registratore
• uso del computer
• uso di audiolibri
• uso di libri di testo in formato digitale
MISURE DISPENSATIVE
- Dispensa da alcune prestazioni quali per esempio:
• lettura a voce alta,
• scrittura veloce sotto dettatura

- Tempi più dilatati per le prove scritte e lo studio
- Interrogazioni programmate
- Valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto
ESEMPI DI ATTIVITA’ DIDATTICHE PER INTERVENIRE PRECOCEMENTE:

NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA:

-Giochi fonologici e metafonologici

-Giochi con le rime e le filastrocche

-Giochi di parole

-Giochi sul ritmo

-Giochi sull’ascolto

-Educazione all’ascolto di fiabe

COSA FARE IN CLASSE CON UN ALUNNO CON DISTURBO SPECIFICO DI
APPRENDIMENTO?
• Conoscere i processi di apprendimento di base
• Analizzare qualitativamente gli errori
• Analizzare e conoscere il processo (e non solo il prodotto)
-Fornire dimostrazioni
-Dare istruzioni esplicite
-Sostenere con guida esterna nelle fasi iniziali del compito
-Favorire l’autoverbalizzazione
-Rinforzare
-Dare tempo per la pratica
-Suddividere il momento pratico in fasi concatenate
-Fornire feedback sistematico
-Porre domande durante la pratica
-Costruire tabelle e rappresentazioni di dati
-Usare indicatori per evidenziare l’ordine spaziale e sequenziale dell’algoritmo

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1. Alessandra - 23 gennaio 2010

SITOGRAFIA:

-http://sostegno.forumattivo.com/alunno-dsa-f50/dislessia-e-disgrafia-t9.htm
-http://www.galvanire.it/docum/dislessia/guida%20dsa.pdf
-http://www.diesselombardia.it/imgdb/5Montani.pdf
-http://www.psy.unipd.it/~tressold/PCS01.pdf


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